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Microscopio portatile

Amici descrisse il suo nuovo microscopio portatile o tascabile in una Lettera al Dott. Francesco Magni (1828-1887), Direttore della Scuola Anatomica fiorentina, che fu pubblicata sul Giornale di Medicina, Chirurgia e Scienze affini «Il Tempo» di Firenze (Fascicolo terzo, Marzo 1858). Lo strumento era concepito in due versioni, con e senza piede.

Disegno microscopio tascabile Amici senza piedeEcco in poche linee la descrizione del Microscopio tascabile. La fig. 1 lo rappresenta di grandezza naturale. Il tubo A contiene nella sua estremità superiore l'oculare, e nell'estremità inferiore l'obbiettivo. Esso scorre entro un altro tubo B e si spinge tanto da procurare la vista approssimata dell'oggetto, il quale rinchiuso fra due lastre di vetro o collocato sopra una sola lastra, se per la sua leggerezza vi rimane aderente si appoggia sul piano CD e si ferma colla pressione delle mollette E.

La piastra d'ottone CD ripiegata in D sopra se stessa porta, oltre il tubo B, una vite micrometrica a bottone F, ruotando la quale a dritta o a sinistra si allontana o si avvicina il piano CD all'obbiettivo: e così con moto delicato si mette l'oggetto al giusto punto di visione distinta.

L'illuminazione si ottiene col mezzo di un prisma triangolare di vetro G che ha una delle minori faccie di forma sferica. Situato nel mezzo di un anello attaccato ad un'asta cilindrica che si inserisce nella cannetta elastica H, può accostarsi più o meno all'oggetto e con ciò produce un'intensità variabile di splendore. E poiché gira ancora intorno la sua asta, l'illuminazione si rende centrale od obliqua secondo il bisogno. Si concepisce facilmente che prendendo la luce da una finestra o da una candela più alta dell'istrumento il tubo B resta un poco inclinato come lo mostra la figura, ed in pratica presto si trova la direzione conveniente; ma una mano dell'osservatore essendo impiegata a sostenere l'istrumento gli resta soltanto l'altra libera per muovere l'oggetto, loché in vero non mette ostacolo alle osservazioni di chi ha qualche esercizio e destrezza per farle.

Disegno microscopio tascabile Amici con piedeVolendo però avere ambidue le mani libere per operare occorre un apparato diverso come quello indicato nella fig. 2.

Qui il tubo che contiene le lenti resta verticale e sostenuto da un braccio M di metallo. La piastra CD viene capovolta, per cui il piano ove si appoggiano i vetri contenenti gli oggetti e le mollette E che servono a fermarli si trovano in alto. La vite micrometrica F passa di sotto. Di sotto parimenti fissata a vite esiste una colonna o tubo aperto da un lato per dar passaggio alla luce che concentrata e riflessa verticalmente da uno specchietto S serve all'illuminazione dei corpi che si esaminano. In fine una rotella di un discreto peso fa l'ufizio di base del microscopio.

La disposizione meccanica dei due piccoli istrumenti che ho descritti mi è sembrata raggiungere lo scopo che mi era prefisso cioè di costruirli colla maggiore economia, senza troppo ristringerne i comodi e l'efficacia. Certo le forme possono essere variate ancora in molte maniere ma io mi sono limitato a fare eseguire quello che ho stimato convenire meglio alla generalità degli osservatori.

In quanto alla parte ottica che contengono, essa consiste, come ho accennato, in un oculare ed in un obbiettivo. L'oculare è positivo della specie detta di Ramsden, ma non identicamente lo stesso. Il mio ha una delle sue lenti composta di due vetri di diversa dispersione, e lo feci conoscere nel primo Congresso degli Scienziati italiani tenuto a Pisa. Esso ammette un campo di vista più esteso e più acromatico degli oculari comuni. L'area visibile nel microscopio tascabile è circa quadrupla dell'area che presentano all'occhio gli oculari ordinariamente impiegati dai fabbricatori. Lo stesso vantaggio di un vasto campo si può ottenere ancora con un oculare negativo. Non bisogna tacere che nel caso di illuminazione soprabondante gli oggetti situati presso il lembo del grande campo non si mostrano tanto nitidi, come quelli verso il centro; ma giova sempre assai il poterli abbracciare tutti di un colpo d'occhio per conoscere l'esistenza di Microscopio tascabile Amici con scatola. Museo per la Storia dell'UniversitÓ di Paviaquelli che si cercano, e che si desidera vedere con maggiore distinzione, spingendoli poi verso il mezzo del campo.

L'obbiettivo consta di due lenti composte, ciascuna di due qualità di vetri, ed assieme combinate. La sua distanza focale permette di guardare anche sotto vetro grosso da due a tre millimetri con un ingrandimento lineare di due cento volte almeno; e la maggiore parte degli oggetti di prova Test-objects, citati dai micrografi, vi si distinguono. Per esempio si vedono assai bene le linee longitudinali nelle squame delle ali di P. Brassica, di P. Argus ec. Le linee interrotte nelle squame della Podura plumbea; le strie della Navicula Hippocampus, le quali si possono considerare il limite della forza penetrante dell'obbiettivo di cui si tratta. Non è superfluo avvertire che nessuna di queste minute particolarità si discerne coi microscopi costruiti nel secolo passato e nel principio del presente dai più famosi ottici di oltremonte, come quelli che possiede l'I. R. Museo di Fisica, e che posseggo io stesso, i quali nondimeno hanno servito ai celebri Felice Fontana e Bonaventura Corti per lasciarci l'eredità di molte importantissime osservazioni. Mi pare dunque sperabile che un microscopio portatile ridotto al più compendioso volume con sufficiente forza ottica, accessibile alle limitate fortune e reso popolare, possa prestare utili servigi specialmente alle scienze mediche e naturali.

Microscopio tascabile Amici del Dipartimento di Anatomia e Istologia dell'UniversitÓ di ModenaNota. Il peso di un Microscopio della specie indicata dalla figura 1 è minore di cinque oncie fiorentine = 14 decagrammi circa. Costa 50 franchi. Il Microscopio rappresentato nella figura 2 costa 60 franchi.

L'esemplare fotografato qui a lato, conservato presso il Dipartimento di Anatomia e Istologia dell'Università degli Studi di Modena, è alto cm. 12,30 ed ha un tavolino portaoggetti di cm. 6,30 x 3,7. È dotato di un oculare a due lenti e di un obiettivo composto 1, 2, 3. Di esso diede notizia Giuseppe Favaro nell'articolo Il microscopio di G. B. Amici dell'Istituto Anatomico di Modena, «Rassegna per la Storia della Università di Modena e della cultura superiore modenese», I-1929.